Esercizi per l’iperlordosi lombare, da dove iniziare

Andrea De Angelis .

21 luglio 2026

Quattro posture a confronto: iperlordosi lombare, lordosi corretta, assenza di lordosi e cifosi lombare. Utile per esercizi posturali.

Quando la parte bassa della schiena appare molto arcuata, il bacino tende in avanti e stare in piedi a lungo provoca tensione o dolore, gli esercizi possono aiutare, ma solo se scelti con criterio. Qui trovi una routine pratica per migliorare il controllo del bacino, rinforzare addome e glutei, allungare i flessori dell’anca e capire quando è meglio farsi valutare da un professionista.

Il punto di partenza per lavorare sulla curva lombare

  • Non tutte le lordosi sono patologiche: una curva lombare moderata è fisiologica.
  • Il controllo del bacino conta più del tentativo di “raddrizzare” completamente la schiena.
  • Gli esercizi più utili combinano mobilità, respirazione e rinforzo di addome e glutei.
  • Una routine iniziale può durare 10-15 minuti, 3-4 volte alla settimana.
  • Dolore irradiato, formicolii o debolezza richiedono una valutazione medica o fisioterapica.

Che cosa significa avere una lordosi lombare accentuata

La lordosi lombare è la normale curva verso l’interno della zona bassa della colonna. Si parla di iperlordosi quando questa curva appare più marcata, spesso insieme a una rotazione in avanti del bacino, addome proiettato in avanti e glutei più sporgenti.

La forma del corpo, però, non basta per stabilire se esista un problema. Alcune persone hanno una curva evidente ma nessun dolore, mentre altre accusano rigidità e fastidio anche con alterazioni posturali modeste. Per questo non considero utile inseguire una schiena perfettamente piatta: l’obiettivo realistico è ottenere più controllo e meno sintomi.

Le cause possono essere diverse. Sedentarietà, scarsa forza del tronco, rigidità dei flessori dell’anca, abitudini posturali, gravidanza, attività sportive con molte estensioni della schiena e alcune condizioni strutturali possono contribuire al quadro. Non esiste quindi una sequenza identica adatta a tutti.

Gli esercizi più utili per iniziare

La proposta che uso come base è semplice e progressiva. Gli esercizi devono essere eseguiti senza forzare e senza trattenere il respiro. Durante il movimento cerco una sensazione di lavoro muscolare, non dolore pungente, scossa o aumento dei sintomi.

Respirazione e retroversione del bacino

Sdraiati sulla schiena con le ginocchia piegate e i piedi appoggiati. Inspira lasciando espandere le costole, poi espira lentamente attivando gli addominali e avvicinando con delicatezza la zona lombare al pavimento. Mantieni la posizione per 3-5 secondi, senza schiacciare con forza la schiena.

Esegui 8-10 ripetizioni. È un esercizio apparentemente facile, ma insegna a percepire il bacino e a coordinare respirazione e muscoli profondi dell’addome. Questa consapevolezza rende più sicuri anche gli esercizi successivi.

Ponte per i glutei

Dalla stessa posizione, attiva l’addome e spingi sui piedi per sollevare lentamente il bacino. Fermati quando il busto forma una linea comoda con le cosce, senza inarcare la schiena per salire più in alto. Contrai i glutei per 2 secondi, poi torna a terra controllando il movimento.

Inizia con 2 serie da 8-12 ripetizioni. Il ponte rinforza soprattutto glutei e muscoli posteriori della coscia, che aiutano a stabilizzare il bacino. Se senti il lavoro principalmente nella zona lombare, riduci l’altezza del sollevamento e cura maggiormente l’espirazione.

Dead bug semplificato

Sdraiati sulla schiena con le gambe piegate e le braccia lungo i fianchi. Mantieni il bacino stabile e porta lentamente un tallone a sfiorare il pavimento, poi ritorna alla posizione iniziale e cambia lato. La schiena non deve inarcarsi durante l’estensione della gamba.

Fai 2 serie da 6-8 ripetizioni per lato. Il dead bug allena il core, cioè l’insieme dei muscoli che contribuiscono alla stabilità del tronco. Se il movimento è troppo impegnativo, lavora soltanto con le gambe oppure tieni i piedi appoggiati tra una ripetizione e l’altra.

Bird dog

Portati a quattro appoggi, con mani sotto le spalle e ginocchia sotto le anche. Attiva leggermente l’addome e allunga una gamba indietro senza ruotare il bacino. Quando riesci a mantenere la schiena stabile, aggiungi il braccio opposto.

Mantieni la posizione per 5-8 secondi e completa 6 ripetizioni per lato. Non serve sollevare gli arti molto in alto. La qualità consiste nel non spostare il bacino e nel respirare in modo regolare.

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Allungamento dei flessori dell’anca

Appoggia un ginocchio a terra e porta l’altro piede in avanti. Inclina leggermente il bacino all’indietro, come se volessi avvicinare il pube all’ombelico, quindi sposta il corpo in avanti di pochi centimetri. Dovresti percepire una tensione nella parte anteriore dell’anca della gamba appoggiata.

Mantieni per 20-30 secondi per lato e ripeti due volte. Evita di compensare spingendo la pancia in avanti o aumentando l’arco lombare. L’allungamento ha senso quando resta dolce e non provoca formicolii.

Come organizzare una routine breve e sostenibile

Non serve allenare la schiena per un’ora. Per iniziare, preferisco una sequenza breve che si possa ripetere con costanza, invece di un programma intenso abbandonato dopo una settimana.

Esercizio Volume iniziale Obiettivo
Respirazione e controllo del bacino 8-10 ripetizioni Percezione della posizione del bacino
Ponte per i glutei 2 x 8-12 Forza dei glutei
Dead bug semplificato 2 x 6-8 per lato Stabilità del tronco
Bird dog 6 per lato Controllo della colonna in movimento
Stretching dei flessori dell’anca 2 x 20-30 secondi per lato Mobilità dell’anca

Puoi eseguire la routine 3 o 4 volte alla settimana, lasciando almeno un giorno di recupero se compare affaticamento. Dopo due o tre settimane, se i movimenti sono facili e non aumentano i sintomi, puoi aggiungere qualche ripetizione o una terza serie.

Camminare resta una parte importante del recupero. Anche 20-30 minuti al giorno, eventualmente divisi in due passeggiate, aiutano a evitare la rigidità legata alla seduta prolungata. Non esiste una postura perfetta da mantenere per ore: la strategia migliore è cambiare posizione spesso.

Gli errori che possono peggiorare il lavoro

Il primo errore è cercare di correggere la lordosi tenendo gli addominali contratti tutto il giorno. Questa rigidità può aumentare la fatica e rendere il movimento meno naturale. La stabilità non significa bloccare la colonna, ma controllarla mentre respiri e ti muovi.

Un altro problema frequente è eseguire crunch, sit-up o sollevamenti delle gambe lasciando la schiena completamente inarcata. Non sono esercizi vietati in assoluto, ma in presenza di dolore o scarso controllo possono sovraccaricare i flessori dell’anca e la zona lombare. Prima di inserirli, imparerei a mantenere il bacino stabile con varianti più semplici.

Anche lo stretching aggressivo è spesso sopravvalutato. Tirare fino a sentire dolore non rende automaticamente i muscoli più mobili e può irritare l’area. Meglio una tensione moderata, mantenuta con regolarità, associata al rinforzo dei glutei e del tronco.

Infine, non userei fasce lombari o correttori posturali come soluzione principale. Possono avere indicazioni specifiche, ma non sostituiscono l’allenamento e non “raddrizzano” stabilmente la colonna. Il risultato più solido arriva dal recupero della capacità di muoversi senza paura.

Quando gli esercizi non bastano

Se l’iperlordosi è associata a dolore persistente, la curva visibile non permette di capire da sola quale sia la causa. Una valutazione fisioterapica può analizzare mobilità dell’anca, forza, coordinazione, sensibilità e modalità con cui esegui i gesti quotidiani. In alcuni casi il problema principale non è la curva, ma una condizione diversa che richiede un percorso mirato.

Chiedi rapidamente un parere sanitario se compaiono debolezza a una gamba, perdita di sensibilità, dolore che scende sotto il ginocchio, difficoltà a controllare vescica o intestino, febbre, trauma importante o dolore notturno insolito. Anche un dolore che peggiora progressivamente o non migliora dopo alcune settimane merita un controllo.

Durante la pratica, una lieve fatica muscolare può essere normale. Un dolore che cresce serie dopo serie, altera il modo di camminare o rimane più intenso il giorno successivo indica invece che il carico va ridotto. In quel caso sospenderei l’esercizio problematico e chiederei una valutazione, invece di insistere per “sbloccare” la schiena.

Una schiena più stabile non deve diventare rigida

Gli esercizi per l’iperlordosi lombare funzionano meglio quando migliorano insieme forza, mobilità e coordinazione. Non puntano a cancellare una caratteristica anatomica, ma a ridurre il sovraccarico e rendere più efficienti i movimenti.

Comincia con pochi esercizi, eseguili lentamente e osserva la risposta del corpo nelle 24 ore successive. Se il dolore non si riduce, se la tecnica resta incerta o se compaiono sintomi neurologici, il passo più utile non è aggiungere altri esercizi, ma affidarsi a un fisioterapista per costruire un programma davvero personalizzato.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

Respirazione con retroversione del bacino, ponte per i glutei, dead bug semplificato e bird dog aiutano a migliorare controllo, stabilità e coordinazione. Vanno eseguiti lentamente, senza dolore e senza trattenere il respiro.
La routine può durare 10-15 minuti e va eseguita 3 o 4 volte alla settimana. Dopo due o tre settimane, se gli esercizi risultano facili e non aumentano i sintomi, si possono aggiungere ripetizioni o una terza serie.
In posizione con un ginocchio a terra, inclina leggermente il bacino all’indietro e spostati in avanti di pochi centimetri. Mantieni l’allungamento per 20-30 secondi per lato, evitando di spingere la pancia in avanti o inarcare la schiena.
È opportuno rivolgersi a un medico o fisioterapista in caso di dolore persistente o progressivo, debolezza a una gamba, perdita di sensibilità, dolore sotto il ginocchio, problemi di vescica o intestino, febbre, trauma importante o dolore notturno insolito.
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iperlordosi lombare bacino glutei core flessori dell’anca
Autor Andrea De Angelis
Andrea De Angelis
Mi chiamo Andrea De Angelis e mi occupo di sport, fitness e benessere attivo da 4 anni. La mia passione per questo mondo è nata dalla volontà di comprendere a fondo come il movimento possa migliorare la qualità della vita, e ho dedicato questi anni a esplorare le diverse sfaccettature di questo settore, dalla scienza dell'allenamento alle strategie per uno stile di vita più sano. Sul sito ilcuorenelballo.it, cerco di condividere le mie conoscenze in modo chiaro e accessibile, analizzando le informazioni disponibili, confrontando le fonti e semplificando concetti complessi per offrire contenuti utili e sempre aggiornati. Il mio obiettivo è aiutare i lettori a fare scelte informate per il proprio benessere, rendendo il percorso verso uno stile di vita attivo più comprensibile e gratificante.
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